Vini

Oltrepò pavese, un territorio a grappolo d’uva

L’Oltrepò Pavese ha una storia viticola di almeno 2000 anni. È un comprensorio appenninico e preappenninico situato nell’area meridionale della Provincia di Pavia, al confine con il Piemonte e l’Emilia Romagna. Un territorio a forma di grappolo d’uva – cosi lo pensava il grande Gianni Brera –, la cui superficie è di quasi 100.000 ettari per lo più localizzati in zona di collina e di montagna. I colli mediamente non superano i 3-400 metri d’altitudine, con clima piuttosto asciutto d’inverno e ventilato in estate ed elevate escursioni termiche dovute alle correnti ascensionali delle zone montane. Queste caratteristiche fanno dell’Oltrepò una zona vocata per eccellenza alla produzione di uva e di vino. Le zone morfologiche sono due: i terreni della zona collinare bassa, costituiti da rocce sedimentarie marine, con una rilevante componente argillosa, e quelle più alte di origine gessosa, entrambi perfetti per ‘esprimere’ al meglio le caratteristiche dei diversi tipi di vini bianchi, spumanti e dei vini rossi che vi si producono.

Sul territorio sono presenti una DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), una DOC (Denominazione di Origine Controllata) e una IGP (Indicazione Geografica Tipica).

La superficie a vite di 13.500 ettari, su un totale regionale di 24.000, rappresenta circa il 55% della superficie vitata della Lombardia. In Oltrepò operano 1700 aziende vitivinicole, perlopiù medio-piccole a conduzione familiare. Sulle colline d’Oltrepò si produce il 62% del vino della Lombardia.

Le superfici iscritte agli albi vigneti DOC/DOCG e elenchi delle vigne sono pari a 12.857 ettari vitati in provincia di Pavia su un totale regionale di 20.500 ettari.

Con i 600.000 ettolitri di vino DOC e DOCG, cui si aggiungono oltre 300.000 ettolitri di vino a IGT, prodotto mediamente ogni anno. L’Oltrepò, con i suoi 42 comuni situati in zona collinare, costituisce la terza area DOC più importante d’Italia, dopo il Chianti e l’Asti.

L’Oltrepò è la capitale italiana del Pinot nero, del Riesling e della Croatina. La DOC comprende un numero significativo di tipi di vino: dal tradizionale Bonarda, ottenuto con uve Croatina, ad altri rossi storici quali il Buttafuoco, il Sangue di Giuda, il Rosso e il Rosso Riserva costituiti da uvaggi di Croatina, Barbera e altri vitigni locali quali Uva Rara e Vespolina; ai bianchi tradizionali quali il Riesling o l’aromatico Moscato. Da sempre un ruolo centrale è quello del Pinot nero, vitigno complesso e versatile che trova nell’Oltrepò una zona di eccellenza, di particolare vocazione nei suoi tipi più aristocratici: rosso e nobili spumanti per la DOCG Oltrepò Metodo Classico. L’Oltrepò Pavese è una delle più importanti zone vitivinicole europee e mondiali per la produzione di spumanti di qualità ed è il più grande “serbatoio” italiano di Pinot nero.

L’azione di tutela e di valorizzazione sul territorio della denominazione è svolta dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, nato come associazione volontaria nel 1961 e istituito nel 1977, che riunisce attualmente 237 aziende, tra cui cinque cantine sociali con i loro 1245 soci viticoltori.

Nel 2007 nasce il Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese: strumento di aggregazione di imprese vitivinicole, finalizzato alla condivisione di risorse, all’innovazione e all’internazionalizzazione.

Nei territori di Miradolo Terme e di Monteleone (a 25 km a est di Pavia nella pianura tra i fiumi Olona e Lambro) si coltiva anche uva destinata alla produzione del vino DOC San Colombano.

I vini

I vini tipici dell’Oltrepò Pavese sono il DOC Oltrepò Pavese Pinot Grigio, DOC Oltrepò PaveseDOC bonarda dell’Oltrepò Pavese, DOC Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese o Buttafuoco, DOC Casteggio, DOC Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese, DOC Sangue di Giuda dell’Oltrepò PaveseIGT Provincia di Pavia, DOCG Oltrepò Pavese Metodo Classico.